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sabato 6 giugno 2015

Verso il polo Nord

Un argomento non ancora trattato nei post precedenti è quello delle esplorazioni e delle scoperte geografiche.
Fin dagli inizi del secolo erano state effettuate numerose spedizioni per tentare di raggiungere il polo nord, e bisognerà attendere fino alla metà del secolo per il raggiungimento di tale traguardo. 


William Parry fu un ammiraglio inglese che dedicò la sua vita al perseguimento di questo obbiettivo. Nel 1819 compì un viaggio intorno alla Baia di Baffin ma senza compire scoperte. Nel 1821 intraprese una nuova spedizione: questa volta il fine era scoprire un passaggio a nord-ovest vicino alla Baia di Hudston. Riuscì a mappare luoghi fino ad allora sconosciuti, ma il cattivo tempo gli impedì di perseguire l'obbiettivo. La spedizione del 24' aveva l'obbiettivo di raggiungere l'estremità ovest dell'isola di Baffin, che non fu raggiunto a causa di una terribile gelata che danneggiò una delle  navi, costringendoli ad un ritorno in Patria. Nel 1827 Parry ottenne il permesso di intraprendere una spedizione per raggiungere il polo nord: sebbene tale obbiettivo non fu raggiunto, egli arrivò a 82°45’N, che rimase un record per ben 49 anni, quando la  British Arctic Expedition raggiunse gli 83° 20' 26"N.

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domenica 31 maggio 2015

Il moto browniano

Il termine "moto browniano" indica il moto delle particelle di dimensioni infinitesime: un moto caotico, rapido ed irregolare nel movimento.

 
Contrariamente a ciò che si può pensare, Robert Brown non fu lo scopritore di tale moto: il vero scopritore fu Jan Ingenhousz, che nel 1795 compì le prime osservazione sul fenomeno. A Brown viene dato il merito di una trattazione rigorosa dal punto di vista scientifico.


Esempio di traiettoria di una particella che si muove di moto browniano
E' proprio nel 1827 che lo scienziato osserva al microscopio il moto del polline di pulchella clarkia in una soluzione acquosa. Il moto inizialmente rettilineo di tale polline subiva degli improvvisi scarti laterali in diverse direzioni.  Gli studi fatti poi per dare una spiegazione al fenomeno dimostrarono che i liquidi e i gas sono costituiti da molecole in moto continuo e gettarono le premesse teoriche per dimostrare l’esistenza degli atomi. Infatti, liquido o gas, anche se appaiono fermi, sono insiemi di molecole in continua agitazione, che così colpiscono da ogni lato la particella che vi si trova immersa. 

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domenica 17 maggio 2015

1827 nelle Arti figurative

The death of Sardanapalus, Eugène Delacroix, 1827, olio su tela.
Nei primi decenni dell'Ottocento le arti figurative conoscono un nuovo impulso, con la nascita del movimento Romantico. Ecco che, al pari della musica, vengono create opere in grado di generare emozioni, tendere al sublime e esaltare la grandezza dell'uomo.




Donna con pappagallo, Eugène Delacroix, 1827, olio su tela.     
Eugène Delacroix è considerato, al pari di Théodore Géricault, uno dei fondatori del romanticismo francesce. Nelle sue opere si nota la maniacale cura per i dettagli, gli studi sugli effetti ottici dei colori, e l'espressività delle pennellate. Sarà considerato un punto di riferimento per la nascita del movimento Impressionista, nonché di quello Simbolista.
Nel 1827 siamo nel pieno del sua maturità artistica e tra le numerose opere citiamo: "La morte di Sardanapalo" e la  "Donna con pappagallo", (in alto e a lato). 
Tre anni più tardi dipengerà la sua opera più celebre: "La Libertà che guida il popolo".
 
      Chain Pier, Brighton , John Consatble, 1827, olio su tela.    
In Inghilterra non possiamo non citare John Constable, che fu attivo nei primi decenni del secolo , considerato come uno dei primi esponenti del Romanticismo inglese. Nel 1827 egli dipinge "Chain Pier, Brighton" da cui si può evincere il suo interesse particolare per il colore e per il paesaggio. 

Per completezza citiamo anche Wiliam Blake e William Turner. Turner nel 1827 dipinge "l'Artista e i suoi Ammiratori".
The Artist and his Admirers, William Blake, 1827, olio su carta.
 


Per quanto riguarda la Germania, citiamo Caspar David Friedrich, celebre per le sue tematiche lugubri, grandiose e ansiose. Le sue opere più celebri sono "Viandante sul mare di nebbia" , "Abbazia nel querceto" e "Monaco in riva al mare". Nel 1827 non pubblica alcuna opera.




Infine ricordiamo che sempre in Francia, si svolse la "Salon des Artes" e la terza edizione della "Mostra dei prodotti dell'indutria" presso il museo del Louvre. Tali mostre d'arte erano nate nel 1725, divenute pubbliche 20 anni più tardi, e continuate fino alle soglie del XX secolo.



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martedì 5 maggio 2015

Un nuovo tipo di strada

Fin dalll'antichità le strade hanno ricoperto il ruolo elementare di  collegare centri urbani, dare indicazioni e fornire una via più comoda e veloce per raggiungere i luoghi. Già i Romani dedicavano una cura particolare alla realizzazione e alla manutenzione delle strade, realizzando un fondo in terra battuta su cui venivano poste lastre di pietra. Sulla fine del XVIII secolo il traffico per le strade comincia ad aumentare, e si avverte il bisogno di costruire le strade in modo diverso, rendendole il più uniforme possibile, per garantire un migliore passaggio di carri e carrozze (e poi le prime automobili). 
Ecco che nel 1827 l'ingegnere Scozzese John Loudon McAdam crea un nuovo modo di realizzare le strade, oggi noto come "macadamizzazione" o più semplicemente "macadam". 


Disegno illustrativo del processo di realizzazione, dalla rottura delle pietre alla posa sul terreno.
La rivoluzione atta da McAdam consisteva non nell'usare pietre di grandi dimensioni, bensì sassi la cui larghezza non superava i 75 millimetri. Si procedeva con strati di pietre di dimensioni via via minori, sino a raggiungere i 20 millimetri. Il concetto su cui si fondava questo tipologia di realizzazione era che le piccole pietre, essendo di dimensioni inferiori rispetto alla larghezza delle ruote dei carri, assicuravano una superficie uniforme e scorrevole per il traffico.

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